In un bosco grande e verde vivono molti animali. Ci sono uccelli, conigli, volpi… e anche una tartaruga e una lepre. La lepre si chiama Lina. La tartaruga si chiama Tino.
Lina è molto veloce. Corre sui sentieri, salta tra i fiori e arriva ovunque in un minuto. Tutti gli animali dicono: —Guarda Lina! È la più veloce del bosco!
Tino è molto lento. Cammina piano. Le sue zampe sono corte e sulla schiena ha un guscio duro. Non corre. Non salta. Ma ogni giorno cammina un po’, e non si ferma senza motivo.
Una mattina di sole, Lina vede Tino vicino al fiume. Tino beve acqua piano. Lina ride forte. —Ah ah! Tino, tu non sai correre. Io sono veloce. Tu sei lento. Perché cammini tanto?
Tino alza la testa e guarda Lina con calma. —Posso camminare a lungo —dice—. Un giorno voglio correre con te. Facciamo una gara.
Lina non crede alle sue orecchie. —Una gara? Con me? Va bene! Vinco in due minuti.
Gli altri animali sentono la conversazione. Un coniglio, un uccello e una volpe vengono a guardare. Il coniglio segna una linea sulla strada con una pietra. —Qui inizia la gara —dice il coniglio—. Alla fine della strada grande, vicino alla collina, c’è un albero alto. Quell’albero è il traguardo.
Lina si mette sulla linea. Anche Tino. L’uccello grida: —Uno, due, tre… via!
Lina corre veloce sul sentiero. Il vento le tocca le orecchie. In poco tempo non vede più Tino. Vede solo fiori, pietre e il sole. —È facile —pensa Lina—. Tino è molto lontano. Posso riposare.
Lina esce dal sentiero e si siede sotto un albero grande. Mangia erba fresca. Beve un po’ d’acqua da un ruscello. Poi si allunga e chiude gli occhi. —Solo un minuto —mormora—. Solo un po’ di sonno.
Presto Lina dorme. Sogna di vincere la gara ancora e ancora. Mentre lei dorme, il sole si muove nel cielo.
Tino, sul sentiero, cammina lentamente. Un passo. Un altro passo. Un altro passo. Non guarda indietro. Non si arrabbia. Non ride. Cammina e basta. —Lento va bene se non mi fermo —dice a bassa voce.
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Un uccello vola vicino a Tino. —Vuoi aiuto? —chiede l’uccello. —No, grazie —risponde Tino—. Posso da solo.
Il coniglio passa sul sentiero e vede Tino. —Forza, Tino! —dice.
Tino annuisce e continua. Passa il fiume. Passa i fiori. Passa la pietra grande. Il sentiero è lungo, ma Tino non si ferma.
Sotto l’albero, Lina dorme a lungo. Un rumore la sveglia: la volpe cammina vicino. —Che succede? —chiede Lina, con gli occhi mezzo aperti. —La gara —dice la volpe—. Tino è già vicino al traguardo.
Lina salta in piedi. Ha paura di perdere. Corre di nuovo, molto veloce, sul sentiero. Le zampe battono forte sulla terra. Corre, corre, corre.
Ma quando arriva vicino all’albero alto, vede Tino. Tino mette una zampa sulla linea del traguardo. Poi mette l’altra. L’uccello grida: —Tino vince!
Gli animali restano in silenzio un momento. Poi il coniglio batte le zampe. —Tino vince la gara!
Lina si ferma. Respira forte. Guarda Tino. Tino respira tranquillo. Non parla molto. Sorride un po’ e si siede all’ombra dell’albero.
Anche Lina si siede, un po’ lontano. —Oggi non dormo durante una gara —dice alla fine, quasi a bassa voce.
Tino guarda il lungo sentiero dietro di loro. Il sole è dolce adesso. Il bosco è quieto. Tino si alza piano e torna a camminare, lento, verso il fiume. Lina resta un po’ sotto l’albero, e per la prima volta non ride.
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