Atlas Runa
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Beginner Italian Stories

Il leone e il topo

Nella giungla densa e calda vive un leone grande. Il leone si chiama Leo. Ha una criniera lunga e una voce fortissima. Quando Leo ruggisce, gli uccelli volano via e le scimmie si nascondono tra gli alberi.
Leo caccia di giorno e dorme nel pomeriggio sotto un albero grande. Nessuno si avvicina a lui quando dorme. Tutti hanno paura del leone grande.
Un giorno afoso, un topo piccolo corre nell’erba. Il topo si chiama Rino. Rino cerca semi e briciole. Non guarda bene il cammino. A un tratto, corre sopra la zampa di Leo.
Leo apre un occhio. Poi apre l’altro. Si alza piano. Rino si ferma. Ha molta paura. —Chi sei! —ruggisce Leo—. Un topo piccolo nella mia siesta! Posso mangiarti in un secondo!
Rino parla in fretta, con voce tremante. —Per favore, non mi mangiare. Sono piccolo, è vero. Ma un giorno posso aiutarti. Un giorno. Per favore, lasciami libero.
Leo guarda il topo. Poi ride forte. —Tu? Aiutare me? Ah! Io sono grande. Tu sei piccolo. Cosa puoi fare?
Ma Leo non ha molta fame. Ha solo sonno. Muove la zampa e lascia Rino libero. —Vai —dice—. E non calpestare di nuovo la mia zampa.
Rino corre nella sua tana. È contento di essere libero. Per molti giorni Rino non vede Leo. Leo caccia, mangia e dorme. La giungla segue il suo ritmo normale.
Un giorno alcuni cacciatori entrano nella giungla. Portano reti forti e corde. Camminano in silenzio. Vogliono catturare il leone grande.
Leo non vede la rete. Cammina su un sentiero stretto tra gli alberi. All’improvviso la rete cade. Leo ruggisce e salta, ma la rete è forte. Non può uscire. Tira e tira. Le corde fanno male. Leo è triste e ha paura. Ruggisce di nuovo, fortissimo.
Rino sente il ruggito dalla sua tana. Il ruggito è diverso: non è un ruggito di caccia. È un ruggito di aiuto. Rino esce e corre nell’erba. Corre verso il suono.
Quando arriva, vede Leo nella rete. Il leone grande non si muove bene. —Leo —dice Rino—. Sono io. Il topo piccolo.
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Leo guarda in basso. —Rino… non posso uscire. La rete è forte. Ho paura.
Rino non ride. Non parla molto. Inizia a lavorare. Con i suoi denti piccoli morde una corda. Morde e morde. La corda è grossa, ma Rino non si ferma. Poco a poco una corda si apre. Poi un’altra. Poi un’altra.
Leo aspetta. Ora non ruggisce. Respira piano e guarda il topo.
Alla fine c’è un buco grande nella rete. Leo spinge con il corpo. La rete si apre di più. Il leone esce. È di nuovo libero.
Leo si scuote e guarda Rino. —Grazie, piccolo amico —dice con voce bassa—. Oggi tu mi aiuti. Oggi sono libero grazie a te.
Rino sorride. —Un giorno ho detto che posso aiutare. Oggi è quel giorno.
I due sentono un rumore lontano: i cacciatori tornano. Leo e Rino non aspettano. Corrono insieme verso la parte profonda della giungla, dove gli alberi sono densi e il suolo è morbido.
Quando il pericolo passa, si fermano vicino a un ruscello. Leo beve acqua. Anche Rino beve un po’ sulla riva. Il sole scende tra le foglie.
—Ora siamo amici —dice Leo. —Amici —ripete Rino.
Il leone grande e il topo piccolo camminano un po’ affiancati. Poi Rino torna nella tana, e Leo si sdraia sotto un albero. Questa volta, quando chiude gli occhi, non si arrabbia se un piccolo rumore passa vicino. La giungla torna calma, e due amici vivono lì.

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